Amir
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La Mia Città

Amir


(Stokka)
Il gioco oggi è una realtà, verità grigio perla,
e a dire la verità a malapena riusciamo ad intravederla.
Io se vado in rosso dal tuorlo e se fatico a proporlo qui,
siamo nella merda sino al collo mc.
Delle volte barcollo ai buffet di buffoni nel viaggio di Andy Worroll,
cap da protocollo, senza rifiniture,
per lasciare in sospeso il peso delle sfumatore.
Questa vita si burla, di mode da Furla,
nell’epoca in colore in cui il tuo nome si annulla.
Quei creper di blood che si sparano per nulla,
la vediamo a nostro agio come un (clickclick) che ci culla.
Navigo nel sabato di bibite, fucsia di scorta
spento con le chiavi in mano senza centrare la porta.
Lilla come il fumo che impacchetta la marmotta,
fotta bordò con i piedi sopra un tetto che scotta.
Chi mi aspettava in un baleno vivace,
non lo sa che ho il cannone sul balcone di pace…
Maschera, Slipknot, il mezzo con cui finisco
rapisco i metalli che incido sto black disco.

Rit.
(Stokka&Madbuddy)
Io, non lo so se qualcosa non va, puoi, fare il quadro della vostra realtà,
noi, facciamo il punto sulle nostre città…
(Amir)
perché a Roma e PA è così che va.
(Stokka&Madbuddy)
Ma, se m’accorgessi che qualcosa non va (non va), so, avrei paura della nostra realtà,
qua, aspettiamo il punto sulle vostre città…
(Amir)
perché un foto in bianco e nero non ci basta.

(Madbuddy)
D’una radiografia profonda sotto l’emisfero con lo sclero
a colori dentro un’anima in bianco e nero.
Con la modalità divisa in quadricromia,
che tira calci e strappa stracci a questa monotonia.
Mi trovi in sella a una vespa coi guaglioni giù nella via,
mentre dipingiamo in nero il quadro della voce rea.
Qui hai la mia, Sid, sino Roma testa in alto
con il suono profuso dentro neuroni d’asfalto.
Ciccio e Marco -tasters- scrivo il taccuino che ho in tasca con rosso sangue
Ho in nota sempre le stesse domande.
Vuoi che dipinga questa situazione fuori raggio,
con le mie idee sul rispetto posso farti un tatuaggio.
Non puoi accusarmi di plagio perché scansiono i tuoi neuroni,
volete il rap cattivo e siete bimbi buoni.
Per me è così, punti di vista che incastro
per colorare le giornate ad ogni testa di cazzo.

Rit.

(Dj Double S)
*scratch*

(Amir)
C’è qualcosa che non va, c’hanno messo il lucchetto
c’è sogni che strillano per uscire ma non s’apre più il cassetto.
Stesso trend, da Torpigno allo Zen
e un “bella man” in faccia e alle spalle un bang bang.
Ci sparano addosso dalle loro Land Rover,
un branco che scappa, il mio corpo non si muove.
Vado giù a terra per farli contenti,
quando si avvicinano, mi rialzo e mostro i denti.
Vivo in un mondo dove vincono i perdenti,
dove se non sei stronzo alla fine ci diventi.
Ci metti il tuo amore, ma non ti serve a un cazzo
se per ogni nuova storia qui nasce un nuovo scazzo.
Ricordo notti al Malaspina con
facce da rapina, Mondello aspettando la mattina e poi
via, libertà, se qui la city è PA
e non parlà se non la conosci la nostra realtà.

Rit.

(Dj Double S)
*scratch*

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